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Un Incontro di jazz GINO PAOLI - ENRICO RAVA - DANILO REA - ROSARIO BONACCORSO - ROBERTO GATTO
dal 22 aprile al - Ascoli Piceno
Un Incontro di jazz GINO PAOLI - ENRICO RAVA - DANILO REA - ROSARIO BONACCORSO - ROBERTO GATTO
22 Aprile Teatro Ventidio Basso di Ascoli piceno ore 21,30
Gino Paoli, autore di alcune tra le più belle pagine della musica italiana di questo secolo, tra le quali “Senza Fine” e “Sapore di sale”, si presenta con un progetto di grande interesse, “Un incontro di jazz”, insieme a quattro tra i più importanti musicisti del jazz italiano: Enrico Rava, Danilo Rea, Rosario Bonaccorso e Roberto Gatto.
Paoli proporrà per l’occasione una rilettura in chiave jazzistica dei suoi grandi successi.
Con questo progetto, Gino Paoli si conferma un autentico protagonista della scena musicale italiana, sempre capace di rinnovarsi, pur mantenendo le forme e i contenuti cantautoriali che da sempre lo contraddistinguono, coadiuvato dall’eleganza di Enrico Rava, dalla liricità di Danilo Rea, dalla precisione di Rosario Bonaccorso e dall’esuberanza ritmica di Roberto Gatto.
Enrico Rava, nato a Trieste nel ‘39, è indubbiamente il jazzista italiano più conosciuto a livello internazionale. In trent’anni di carriera, il trombettista, flicornista, compositore ha al proprio attivo oltre settanta incisioni, di cui sedici a proprio nome. Avvicinatosi alla tromba nel ‘57, grande ammiratore di Miles Davis e Chet Baker, Enrico Rava comincia a suonare giovanissimo nei club torinesi. Nel ‘63, conosce Gato Barbieri, al cui fianco due anni dopo incide la colonna sonora del film di Montaldo Una bella grinta. In quegli anni incontra Don Cherry, Mal Waldron e Steve Lacy, con il quale suona free jazz in quartetto tra Londra e Buenos Aires (ed è in Argentina, nel ‘66, che il quartetto registra l’album The Forest and The Zoo). Nel ‘67, Rava è a New York ed entra in contatto con l’avanguardia free, tra cui Roswell Rudd, Marion Brown, Rashid Ali, Cecil Taylor, Carla Bley. Dopo una parentesi italiana, che lo vede esibirsi con vari musicisti, tra cui Franco D’Andrea, e registrare a Roma con Lee Konitz e a Brema con Manfred Schoof, nel ‘69 riparte per New York, dove rimarrà per otto anni. I primi tempi suona soprattutto con Rudd, Bill Dixon e la Jazz Composer’s Orchestra di Carla Bley, sotto la cui direzione partecipa all’incisione di Escalator Over the Hill. A partire dal ‘72, anno in cui pubblica Il giro del giorno in 80 mondi, il primo disco a suo nome, Rava dirige quartetti (sia nei club newyorkesi che in tournée in Europa e Argentina) quasi sempre privi di pianoforte. Le collaborazioni e le incisioni si susseguono, preziose, a ritmo serrato, al fianco di prestigiosi musicisti italiani, europei, americani: tra questi John Abercrombie, Joe Henderson, Roswell Rudd, Cecil Taylor, Ray Anderson, Dollar Brand, Franco D’Andrea, Urbani, Miroslav Vitous, Daniel Humair, Paul Motian, John Taylor, Archie Shepp, Misha Mengelberg, Richard Galliano, Lee Konitz, etc. etc. Musicista rigoroso e strumentista raffinato, questo poeta della tromba è anche un sensibile ed abile compositore, amante del jazz, ma capace di suonare nei più disparati contesti e di fondere nel suo personalissimo stile influenze musicali molteplici, dalla musica sudamericana al funk, al rock.
Danilo Rea si diploma in pianoforte preso il conservatorio di S. Cecilia, esordendo nel jazz nel 1975 con il Trio di Roma. Al suo attivo numerosissime collaborazioni, sia concertistiche che discografiche, con i maggiori jazzisti mondiali, quali Chet Baker, Lee Konitz, Bob Berg, Phil Woods, Michael Brecker, Billy Cobham, Randy Brecker, Kenny Wheeler, John Scofield, Joe Lovano. E’ molto richiesto anche nell’ambito pop, dove è assiduo collaboratore dei più prestigiosi autori italiani (tra i quali Pino Daniele, Mina, Claudio Baglioni). con
Contrabbassista che vanta molteplici esperienze oltre confine, Rosario Bonaccorso svolge la sua intensa attività in Francia con il quartetto di Stefano Di Battista ed il trio Eric Legnini. Ha collaborato con centinaia di artisti stranieri ed italiani partecipando a numerose rassegne e festival in tutto il mondo al fianco di Benny Golson, James Moody, Lee Konitz, Steve Grossman, Franco Ambrosetti, Elvin Jones, Gianni Basso e molti altri.
Considerato da molti come il più grande batterista italiano, sessionman di grande prestigio al punto da non poter ricordare tutte le sue collaborazioni artistiche, Roberto Gatto non disdegna di realizzare progetti a proprio nome, con ensemble dalle più svariate caratteristiche e dimensioni, sempre con musicisti di livello assoluto. a soglia dei quarant’anni questo brillante e versatile musicista mette tutta la sua esperienza al servizio di una musica ricca di varie influenze, rivelando anche il suo talento come compositore.
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